Anno XX, Numero 2 - giugno 2026
  • Il sorriso ritrovato: l’odontoiatria sociale tra cura e servizio
A Senna

Nel cuore di Milano, in via Moscova, la Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi accoglie ogni giorno persone che spesso vivono ai margini della società. Qui, come ufficiale odontoiatra del Primo Reparto del Corpo Militare dell’Ordine di Malta (SMOM), presto servizio volontario nel reparto di Odontoiatria (resp. sanitario dott. Andrea Oltolina) sperimentando una forma di assistenza che va oltre l’aspetto clinico e diventa incontro, ascolto e vicinanza concreta.

L’attività odontoiatrica in ambito sociale rappresenta una risposta essenziale a un bisogno troppo spesso sottovalutato. Per chi vive in condizioni economiche difficili, la salute orale è frequentemente considerata un lusso e viene trascurata fino a quando il dolore o la malattia diventano insostenibili. Eppure la bocca è parte integrante della salute generale: una visita odontoiatrica può prevenire infezioni, intercettare patologie importanti, persino individuare precocemente tumori del cavo orale. Ma soprattutto, restituire un sorriso significa restituire dignità, relazioni, fiducia in sé stessi e possibilità di reinserimento sociale e lavorativo.

Da sinistra: Betty (ASO responsabile del reparto), Andrea Senna, Ilenia (ASO).

 

Fragilità e sanità sociale

La fragilità assume forme molteplici. Non riguarda soltanto chi vive senza una casa, ma anche anziani soli con pensioni insufficienti, famiglie schiacciate dalla precarietà economica, lavoratori poveri, migranti disorientati da procedure burocratiche e liste d’attesa interminabili. Esiste inoltre una fragilità meno visibile, fatta di solitudine, mancanza di strumenti culturali o impossibilità concreta di accedere alle cure.

In questo contesto la sanità sociale svolge un ruolo prezioso. Alla Fondazione Fratelli di San Francesco si è scelto di mettere al centro la persona, non semplicemente il numero delle prestazioni erogate. Chi si rivolge a queste strutture spesso non ha alternative: non può sostenere i costi di cure private né orientarsi facilmente nel Sistema Sanitario pubblico. Per questo motivo offrire cure di qualità non rappresenta un elemento accessorio, ma un dovere morale prima ancora che professionale.

 

Empatia, elemento fondamentale della cura

L’esperienza quotidiana insegna che curare non coincide soltanto con l’eseguire una terapia. Prima ancora delle competenze tecniche, è fondamentale la capacità di instaurare una relazione autentica. L’ascolto, il rispetto dei tempi dell’altro, la comunicazione e l’empatia diventano strumenti terapeutici tanto quanto le cure mediche. Talvolta il bisogno più urgente non è un intervento immediato, ma sentirsi accolti, compresi e riconosciuti nella propria dignità di persona.

Particolarmente emblematica è la condizione delle persone senza fissa dimora. A pochi passi dalle vie del benessere e dello shopping milanese, emergono situazioni di estrema povertà che restano spesso invisibili agli occhi della città. Attraversare la soglia della struttura significa entrare in un mondo dove anche un gesto apparentemente semplice — una visita medica, una doccia calda, un momento di ascolto — può assumere un valore immenso.

La Fondazione opera grazie all’impegno di circa cento medici volontari, sostenuti da collaborazioni con enti, aziende e realtà ospedaliere. Ogni anno migliaia di persone ricevono assistenza sanitaria e odontoiatrica, con numeri in costante crescita. Questo lavoro rappresenta anche un importante supporto al Servizio sanitario nazionale: molti pazienti arrivano infatti con problematiche avanzate che, senza un intervento tempestivo, finirebbero inevitabilmente per gravare sui Pronto Soccorso e sulle strutture pubbliche.

Nel servizio ai più fragili si esprime pienamente anche la missione dell’Ordine di Malta: tuitio fidei et obsequium pauperum. Difendere la fede attraverso il servizio e assistere i poveri attraverso la cura. In questa prospettiva, l’odontoiatria sociale non è soltanto esercizio della professione medica, ma testimonianza concreta di prossimità e misericordia. Ogni cura prestata diventa un modo per riconoscere nell’altro non soltanto un paziente, ma una persona da accogliere e accompagnare con rispetto e umanità.

 

 

 

Andrea Senna
Odontoiatra
Presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale