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Genetica medica

Il genoma dei pappagalli come chiave per comprendere meglio la longevità


I pappagalli sono notoriamente dei chiacchieroni e un pappagallo dell’Amazzonia di nome Moises - o almeno il suo genoma - sta raccontando agli scienziati molte cose riguardo alla sua longevità e alle sue abilità cognitive altamente sviluppate.
Il gruppo di lavoro di Morgan Wirthlin, del Dipartimento di Biologia Computazionale della Carnegie Mellon ha sequenziato il genoma di questo pappagallo e l’ha confrontato con quello di altri 30 uccelli con aspettative di vita più o meno lunghe identificando una serie di geni, in precedenza non noti coinvolti nella longevità, meritevoli di ulteriori approfondimenti. “Questa è la prima volta che colleghiamo questi geni all’invecchiamento nei vertebrati", ha detto Wirthlin.
I geni associati alla longevità includono quelli dell’enzima telomerasi, responsabile della riparazione del DNA dei telomeri (le estremità dei cromosomi), noti per accorciarsi con l'avanzare dell’età. I ricercatori hanno trovato prove che alterazioni in questa classe di geni negli uccelli correlino con altrettanti cambiamenti nei geni che controllano la proliferazione cellulare e il processo di invecchiamento cellulare.





Morgan Wirthlin, Nicholas C.B. Lima, Rafael Lucas Muniz Guedes, André E.R. Soares, Luiz Gonzaga P. Almeida, Nathalia P. Cavaleiro, Guilherme Loss de Morais, Anderson V. Chaves, Jason T. Howard, Marcus de Melo Teixeira, Patricia N. Schneider, Fabrício R. Santos, Michael C. Schatz, Maria Sueli Felipe, Cristina Y. Miyaki, Alexandre Aleixo, Maria P.C. Schneider, Erich D. Jarvis, Ana Tereza R. Vasconcelos, Francisco Prosdocimi, Claudio V. Mello. Parrot Genomes and the Evolution of Heightened Longevity and Cognition. Current Biology, 2018.