On Medicine

Anno XVII, Numero 2 - giugno 2023

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FOCUS

Il ruolo del farmacologo clinico nella medicina personalizzata

Redazione On Medicine


La Commissione Europea nel 2016, attraverso l'Horizon 2020 Advisory Group, ha definito la medicina personalizzata (MP) come un modello di medicina che utilizza la caratterizzazione dei fenotipi per adattare la giusta strategia terapeutica alla persona giusta al momento giusto, e /o per determinare la predisposizione alla malattia e/o per effettuare una prevenzione tempestiva e mirata. Il termine personalizzata implica un'evoluzione della pratica medica contemporanea verso strategie di prevenzione, diagnosi e terapeutiche più efficienti e precise; non riguarda quindi solo le terapie, ma anche una migliore comprensione dei meccanismi biologici e delle interazioni ambientali che governano il processo salute-malattia e la sua influenza sull'intero continuum sanitario, dalla ricerca alla cura. Per questo le conclusioni del Consiglio Europeo sulla MP invitano a “sostenere l'accesso, ove appropriato, secondo le disposizioni nazionali, a una medicina personalizzata clinicamente efficace e finanziariamente sostenibile, sviluppando politiche incentrate sul paziente, tra cui, dove appropriato, empowerment e integrazione delle prospettive del paziente nello sviluppo dei processi di regolamentazione, in collaborazione con le organizzazioni dei pazienti e altre parti interessate rilevanti”.

In particolar modo l'area dell'oncologia sta beneficiando di questo nuovo approccio, attraverso l'approvazione di nuovi trattamenti, in particolare il contestuale perfezionamento, scoperta e analisi dei biomarcatori prognostici che sono associati a risultati indipendenti dal trattamento, in combinazione con la caratterizzazione di biomarcatori predittivi associati agli effetti del trattamento.

Oltre all’oncologia, la MP e il riposizionamento dei farmaci (altro aspetto affrontato attraverso la MP) sono particolarmente rilevanti per le malattie rare, per le quali è difficile condurre ricerche cliniche a causa della loro bassa prevalenza e degli alti costi che comportano. Inoltre, anche la gestione terapeutica dei pazienti anziani risulta essere un ambito interessante per la MP in quanto la terapia stessa di questi pazienti risulta essere fortemente influenzata dal deterioramento delle condizioni fisiologiche, oltre alle ben note modificazioni del profilo farmacocinetico/farmacodinamico dei farmaci. Per questo l'approccio con la MP dovrebbe ridurre le criticità e i problemi posti da un approccio terapeutico tradizionale in tutte le terapie, non limitandosi al solo contesto oncologico.

L'adozione della MP negli ospedali potrebbe richiedere molti anni; inoltre richiede l'interazione di diverse discipline mediche, tra cui la farmacologia clinica (FC). L'American College of Clinical Pharmacology definisce la FC come “la promozione dell'uso razionale dei farmaci negli esseri umani studiando il loro effetto riparatore, per amplificare l'effetto dei farmaci e ridurre i loro effetti collaterali”. Pertanto, i farmacologi clinici colmano il divario tra la scienza e la pratica della medicina attraverso la ricerca innovativa, lo sviluppo e la regolamentazione dei farmaci. Gli ospedali dove i servizi di FC sono operativi spesso sono classificati ai primi posti nei report globali visto che, grazie alla FC, si cercano di ridurre le cause di morte e il numero di giorni di ricovero, in particolare riducendo il numero e la gravità delle reazioni avverse ai farmaci e gli errori terapeutici, prediligendo farmaci mirati a pazienti specifici. La FC inoltre persegue l'utilizzo ottimale dei farmaci applicando le disposizioni della farmacoterapia personalizzata.

Per questo la figura del farmacologo clinico è tra le principali figure in grado di facilitare e implementare la MP perché, con la loro formazione multidisciplinare, facilitano la gestione clinica dei pazienti più difficili, come quelli in pediatria, politerapia e popolazioni anziane.

Sono state ideate e pianificate diverse strategie per facilitare il passaggio dalla medicina tradizionale alla MP, che consentirà di curare i pazienti in modo più accurato, con vantaggi significativi in termini di sicurezza, efficacia dei trattamenti, durata e la riduzione dei costi per la società in termini di miglioramento della qualità della vita. L'attuazione di queste strategie consentirà alle organizzazioni sanitarie nazionali di affrontare adeguatamente le sfide gestionali e terapeutiche legate all'avvento di nuovi farmaci e terapie cellulari e geniche, facilitando la rimozione delle barriere economiche e organizzative per garantire un accesso equo alla MP. Attualmente, esistono dei modelli organizzativi interessanti negli ospedali di alto livello: quelli in cui i servizi di MP si inseriscono in un ecosistema in cui le diverse competenze dei farmacologi clinici convergono in reparti specializzati nella gestione e governance dei farmaci, permettendo loro di concentrare le attività sull'implementazione dell'appropriatezza terapeutica clinica, la valutazione, la ricerca clinica e l'insegnamento.


Bibliografia di riferimento

Grisafi D et al. The contribution of clinical pharmacologists in precision medicine: An opportunity for health care improvement. Curr Ther Res Clin Exp 2021; 94: 100628.