NEWS

Infettivologia

Obesità e gravità dell'infezione da SARS-CoV-2


Le evidenze raccolte nei due anni di epidemia da SARS-CoV-2 hanno mostrato che l'obesità è un fattore di rischio importante per il ricovero terapia intensiva e lo sviluppo di gravi complicanze. Una recente review ha analizzato le prove epidemiologiche disponibili che collegano l'obesità a un rischio più elevato di gravità e mortalità da COVID-19, esaminando le possibili cause che spiegano questo fenomeno a livello cellulare e molecolare. È emerso che i meccanismi fisiopatologici coinvolti nello sviluppo di complicanze nei pazienti obesi sono molteplici; tra essi spiccano l'aumentata espressione dell’enzima 2 di conversione dell'angiotensina (ACE2) nel tessuto adiposo, l'infiammazione cronica e l'amplificazione della risposta pro-infiammatoria, oltre al danno endoteliale e all'ipercoagulabilità. La comprensione dei meccanismi e dell'effetto del tessuto adiposo sulla predisposizione a condizioni gravi della malattia suggerisce che la gestione dell'obesità potrebbe contribuire a ridurre la morbilità e la mortalità dell'infezione da SARS-CoV-2, soprattutto nei paesi con tassi elevati di sovranutrizione. Sulla base di questa evidenza scientifica, i pazienti obesi ricoverati in ospedale per COVID-19 dovrebbero essere monitorati, utilizzando biomarcatori di laboratorio che consentano la diagnosi precoce della progressione verso una malattia grave.








Aburto S et al. Obesity as a Risk Factor for Severe COVID-19 in Hospitalized Patients: Epidemiology and Potential Mechanisms. Healthcare (Basel) 2022;10(10):1838.