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Neurologia

Malattia di Parkinson: nuove conferme da farmaci esistenti e sicuri


Uno studio pubblicato su The Lancet Neurology da un gruppo di ricercatori inglese ha dimostrato che l’assunzione di rivastigmina riduce del 45% la probabilità di cadute (rispetto a placebo) in pazienti affetti da malattia di Parkinson. Il rischio di cadute e l’instabilità nella deambulazione, con tutte le eventuali conseguenze, sono tra i problemi più sentiti dalle persone affette dal morbo.
Il team di ricercatori ha studiato 130 pazienti che erano caduti nell’ultimo anno, suddivisi in gruppi cui è stata somministrata rivastigmina o placebo per 8 mesi. L’effetto del farmaco contro la demenza era già noto in Letteratura, in quanto la molecola impedisce l’esaurimento dell’acetilcolina, ma lo studio ha dimostrato per la prima volta che rivastigmina può anche migliorare la regolarità nel camminare, la velocità e l’equilibrio del paziente. I malati, gli accompagnatori e gli operatori sanitari hanno confermato infatti che la prevenzione delle cadute e il miglioramento dell’equilibrio sono il più grande bisogno insoddisfatto per i pazienti affetti da malattia di Parkinson, più ancora della necessità di trovare una cura.



Henderson EJ et al. Rivastigmine for gait stability in patients with Parkinson’s disease (ReSPonD): a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 2 trial. Published Online: 12 January 2016