On Medicine

Anno XV, Numero 4 - dicembre 2021

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APPROFONDIMENTI

Piedi freddi e cistite: quale legame?

Redazione On Medicine

Le infezioni delle vie urinarie sono un frequente motivo di assenza dal posto di lavoro e di richiesta di visita al medico di medicina generale; rappresentano il 20% circa delle infezioni contratte in ospedale, e il 40-50% delle infezioni acquisite in altri contesti. Nel 20-40% dei soggetti, le infezioni delle basse vie urinarie (cistiti, uretriti) sono ricorrenti.

Sintomi e cause

I sintomi più frequenti di infezione delle vie urinarie sono disuria, minzione frequente, dolore a livello di regione sovrapubica e incontinenza urinaria (Fig. 1).


Figura 1. Il dolore e l’urgenza minzionale sono tra i sintomi più comuni delle infezioni delle basse vie urinarie.


L’eziologia di queste forme è prevalentemente batterica e vede implicato in una percentuale di casi che sfiora il 90% il batterio Gram-negativo Escherichia coli; tra i microrganismi responsabili troviamo anche Staphylococcus saprophyticus, Proteus mirabilis, Klebsiella spp. ed Enterococcus spp.
Nella genesi delle infezioni delle basse vie urinarie entrano in gioco diversi fattori di rischio; in questo ambito, è opinione comune che prendere freddo possa predisporre a queste forme, soprattutto se a essere esposte alle basse temperature sono le estremità.

Uno studio clinico per confermare questa diffusa opinione

Da questa credenza ha preso spunto un originale studio realizzato alcuni anni fa da un gruppo di ricercatori norvegesi finalizzato a capire se il raffreddamento dei piedi può esporre effettivamente a un maggior rischio di cistite.
La ricerca ha coinvolto un gruppo di 29 donne di età compresa tra 19 e 68 anni che avevano manifestato nei 12 mesi precedenti sintomi quali disuria, minzione frequente e/o dolore sovrapubico. Alle pazienti è stato chiesto di tenere i piedi immersi per 30 minuti circa in una bacinella contenente dell’acqua che veniva progressivamente raffreddata fino a una temperatura di 12°C. È stato quindi chiesto di tenere un diario nelle 72 ore successive per registrare la frequenza minzionale e l’eventuale comparsa di sintomi attribuibili a cistite.
Al termine del periodo considerato, sei soggetti avevano presentato sintomi attribuibili a una infiammazione acuta del tratto urinario distale; in tutti i casi i sintomi erano comparsi in media 55 ore dopo il raffreddamento dei piedi. In 5 dei 6 soggetti l’urinocoltura è risultata positiva, a conferma della presenza di una infezione delle basse vie urinarie. Dalle evidenze emerse dallo studio si può quindi affermare che prendere freddo ai piedi può indurre lo scatenarsi di una forma di cistite nei soggetti predisposti.
È quindi opportuno che nei periodi invernali chi ha avuto episodi di infezioni delle basse vie urinarie indossi calzature adeguate a tenere i piedi al caldo, per evitare spiacevoli conseguenze (Fig. 2).


Figura 2. L’uso di calzature adeguate nella stagione fredda può aiutare chi soffre di cistiti ricorrenti a prevenire le riacutizzazioni.


Bibliografia di riferimento

Jurałowicz E et al. Etiology and bacterial susceptibility to antibiotics in patients with recurrent lower urinary tract infections. Pol Arch Intern Med 2020;130(5):373-81.
Anders Baerheim A, Laerum E. Symptomatic lower urinary tract infection induced by cooling of the feet. A controlled experimental trial. Scand J Prim Health Care 1992;10:157-60.