On Medicine

Anno XV, Numero 4 - dicembre 2021

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IL PARERE DELLO SPECIALISTA

SARS-CoV-2: LE MANIFESTAZIONI CLINICHE NEL BAMBINO

I. Farnetani

I bambini hanno la stessa probabilità degli adulti di venire infettati da coronavirus 2 (SARS-CoV-2), ma in una percentuale maggiore restano asintomatici o presentano una malattia da lieve a moderata. Il quadro clinico più frequente (65%) nel bambino è quello che presenta la sintomatologia tipica delle più comuni infezioni respiratorie. Un numero minore di bambini (5-10%) presenta un quadro clinico diverso da quello di tipo respiratorio, perché è caratterizzato da manifestazioni gastrointestinali, tra cui dolori addominali, inappetenza, nausea, vomito e diarrea. Raramente sono stati riportati casi di positività al SARS-CoV-2 nel neonato. Numerosi bambini e adolescenti, in corso di malattia da SARS-CoV-2, hanno presentato manifestazioni cutanee di vario genere. È stata osservata la relazione tra l'infezione da SARS-CoV-2 e la comparsa di una sindrome infiammatoria multisistemica in una piccola percentuale in bambini con infezione da SARS-CoV-2. È riportato anche l’andamento epidemiologico delle principali malattie che possono presentare una sintomatologia simile a quella della malattia.



Il nome coronavirus deriva dal particolare aspetto che questi agenti infettivi assumono al microscopio elettronico ove appaiono a forma di corona, tempestati da tante piccole formazioni di aspetto cristallino.


I coronavirus sono sette, ma tre sono arrivati dopo il duemila

Sono sette i coronavirus in grado di infettare gli esseri umani; possono determinare un’ampia espressività clinica, che varia dall'infezione asintomatica alla malattia grave, talvolta con esito fatale. Di questi sette virus, quattro (229E, HKU1, NL63 e OC43) sono presenti in tutto il mondo.
Nei bambini i coronavirus umani, nella maggioranza dei casi, provocano malattie lievi delle vie aeree superiori provocati dal rinovirus. I sintomi, quando presenti, sono aspecifici e simili alle più comuni infezioni respiratorie tipiche dell'età evolutiva, ma possono determinare, anche se meno frequentemente, forme gravi, a carico di più organi e apparati. Anche questi virus, come il SARS-CoV- 2 determinano, con maggior frequenza, quadri clinici caratterizzati essenzialmente da sintomatologia respiratoria e con minore prevalenza di tipo gastrointestinale.
I tre nuovi coronavirus sono apparsi a partire dal 2002. Ecco quali sono: Severe acute respiratory syndrome coronavirus (SARS-CoV-1), Middle East respiratory syndrome coronavirus (MERS-CoV) e, scoperto nel 2019, Severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV- 2) che è la causa della pandemia di coronavirus in corso (identificata anche come COVID-19).
In generale sono stati a carico dei bambini, circa il 2% dei casi di infezioni da SARS-CoV-2, ma nelle aree ove sono stati effettuati test più approfonditi la prevalenza è superiore, variando dal 5 al 13%.
Questi nuovi coronavirus sono noti per causare malattie gravi e morte prevalentemente negli anziani o pazienti con comorbidità. Anche negli adulti possono causare polmonite grave che evolve nella sindrome da distress respiratorio, con interessamento di più organi e apparati e un alto tasso di mortalità.
Nella stragrande maggioranza dei bambini l'infezione da SARS-CoV-2 è asintomatica o lieve-moderata, non richiede ospedalizzazione e per il trattamento sono sufficienti i soli antipiretici. Solo i bambini di età inferiore a un anno e quelli con fattori di rischio hanno un quadro clinico più grave.
A conferma di quanto osservato in passato nel corso delle infezioni da SARS e MERS, i bambini hanno la stessa probabilità degli adulti di venire infettati, ma in una percentuale maggiore restano asintomatici o hanno una malattia da lieve a moderata.
I bambini, perciò, hanno un basso rischio di presentare una forma grave di infezione, comprese quelle a carico delle basse vie respiratorie. Per questo sono pochi i casi che richiedono il ricovero in ospedale, come pure i decessi sono stati rari.1-3
Numerosi studi suggeriscono che, come osservato negli adulti, i bambini che presentano preesistenti malattie croniche o di lunga durata sono a maggior rischio di sviluppare malattia sintomatica o grave. Queste sono le categorie più a rischio, richiedono maggiore osservazione da parte dei medici e talvolta il ricovero in ospedale.
Alcuni dati documentano le affermazioni precedenti: infatti il 94% dei pazienti pediatrici affetti da SARS-CoV-2 ha sviluppato una forma di infezione asintomatica, lieve o moderata con una buona prognosi. Solo nel 5% dei casi si è manifestata una malattia seria, caratterizzata da dispnea, cianosi centrale e saturazione di ossigeno inferiore al 92%. Una forma grave caratterizzata da ARDS e insufficienza di più organi è stata segnalata in meno dell'1% dei casi. Bassa saturazione di ossigeno, inferiore al 92%, dispnea, cianosi e scarsa alimentazione sono situazioni più frequenti fra gli adulti rispetto ai bambini.
La prevalenza delle forme gravi della malattia è più alta nei neonati e nei bambini piccoli, in particolare nei neonati di età inferiore a un anno (10,6%) rispetto ai più grandi (1-5 anni 7,3%; 6-10 anni 4,2%) per abbassarsi ulteriormente fra gli adolescenti (11-15 anni 4,1%, > 16 anni 3,0%).4 Fra le ipotesi per spiegare questa miglior reattività dei bambini si deve valutare anche la presenza di un tratto respiratorio più sano rispetto agli adulti e, in genere, l’assenza di altre patologie preesistenti di base.5-7 È noto infatti che nei bambini è raro trovare la presenza contemporanea di due o più malattie.

Sintomatologia: quando c’è

Il periodo medio di incubazione dell'infezione da SARS-CoV-2 è di circa 5 giorni, ma varia da 2 a 11,5 giorni, al massimo 14.
Nei bambini, l'infezione da SARS-CoV-2 è spesso asintomatica. Quando si ha la malattia, il quadro clinico decorre in forma lieve o moderata ed è simile a quello degli adulti, caratterizzato soprattutto da febbre, tosse, dispnea, mialgia, affaticabilità e cefalea.1,8,9
Il quadro clinico più frequente (65%) nel bambino è quello che presenta la sintomatologia tipica delle più comuni infezioni respiratorie (Tabella 1).


Tabella 1. Prevalenza dei sintomi più frequenti nel bambino.


Per una migliore interpretazione e rilevazione di alcuni sintomi bisogna inquadrarli nel contesto dell’età pediatrica.
La febbre può essere da bassa a moderata, ma dal 20 al 60% è assente; ricordiamo tuttavia che la temperatura corporea esterna è normale fino a 37, 5 °C il cui valore aumenta fino a 38,1 °C se rilevata a livello auricolare, orale o rettale.
Altri sintomi sono: tosse secca, rinite, associati alla possibilità di avere espettorazione, ma è noto che nel bambino si tratta di un fenomeno piuttosto infrequente, in quanto il bambino tende a deglutire l'escreato.
Difficile anche la rilevazione del mal di testa perché, almeno fino all'età di 6 anni, è un tipo di dolore che il bambino riferisce in modo impreciso, talvolta come sensazione di giramento di testa.
Un numero minore di bambini (5-10%) presenta il SARS-CoV-2 con un quadro clinico diverso da quello di tipo respiratorio, caratterizzato da manifestazioni gastrointestinali, tra cui dolori addominali, inappetenza, nausea, vomito e diarrea.
Raramente sono stati riportati casi di positività al SARS-CoV-2 nel neonato. Non sembra esserci trasmissione verticale o materno-fetale. I casi nei bambini di pochi giorni sono generalmente trasmessi orizzontalmente.
I sintomi comuni sono febbre, tosse, letargia e vomito di latte, ma anche pelle chiazzata e moderato distress respiratorio che si presentano con tachicardia, tachipnea, retrazioni intercostali e bassa saturazione di ossigeno.10 Inoltre, irritabilità o, al contrario, minor reattività agli stimoli, ipoalimentazione. È stato segnalato che su un campione di nove neonati, solo quattro avevano presentato febbre. Questo potrebbe essere un sintomo di allerta: infatti il neonato e il bambino di meno di sei mesi difficilmente presentano febbre.

Complicanze

Numerosi bambini e adolescenti senza nessuna patologia preesistente o concomitante in corso di malattia da SARS-CoV-2 hanno presentato manifestazioni cutanee di vario genere: eruzioni vescicolari, orticarioidi, eruzioni maculo-papulari, prurito, bruciore, difficoltà nei movimenti articolari e dolore.11 Particolarmente interessate sono le mani e i piedi: sono stati segnalati numerosi casi di eritema pernio, comunemente conosciuto come “geloni”. (Figure 1 e 2).


Figura 1. Fase iniziale dei geloni delle mani, in corso di malattia da SARS-CoV-2 (osservazione personale 1).



Figura 2. Fase iniziale dei geloni delle mani, in corso di malattia da SARS-CoV-2 (osservazione personale 2).

In alcuni casi, l'eruzione vescicolare ha preceduto la comparsa degli altri sintomi del SARS-CoV-2.
È stata descritta la comparsa di una sindrome infiammatoria multisistemica in una piccola percentuale in bambini con infezione da SARS-CoV-2 in Europa (Italia, Regno Unito, Spagna, Francia) e negli USA, un quadro grave di coinvolgimento cardiaco con shock, manifestazioni infiammatorie, gastrointestinali (simili all'appendicite acuta), mucocutanea, con marcatori infiammatori aumentati, denominata sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (PIMS); le sue manifestazioni cliniche ricordano la malattia di Kawasaki, la sindrome da shock tossico da stafilococco e streptococco e la sindrome da attivazione dei macrofagi, ma è completamente differente in realtà. La loro espressione clinica è probabilmente simile perché si assiste a una "tempesta di citochine", ma la malattia di Kawasaki ha criteri clinici che sono radicalmente diversi dalla PIMS. Il CDC ha proposto criteri diagnostici clinici specifici per la PIMS.
I bambini con PIMS sono una piccola percentuale di bambini che in precedenza, a volte settimane prima, avevano contratto un'infezione da SARS-CoV-2 dimostrata mediante RT-PCR o sierologia positiva (IgM e/o IgG).
L'infezione da SARS-CoV-2 può anche innescare l'insorgenza di altre malattie immunomediate come la trombocitopenia immunitaria, la sindrome di Evans e l'anemia emolitica autoimmune.12-17 Nell’adulto sono presenti complicanze di cui nel bambino non è, per ora, rilevabile la prevalenza: si tratta di complicanze a livello neurologico di vario tipo (vascolare acuto, disturbi della coscienza, disfunzione dei nervi cranici, encefalopatia emorragica acuta necrotizzante e sindrome di Guillain-Barrè, complicanze olfattive, fino all’anosmia- nel bambino è probabile una prevalenza media del 5%-, coagulopatie con trombosi).

Diagnosi: il trionfo della medicina di laboratorio

Fondamentale e indispensabile il ruolo della medicina di laboratorio. Per la diagnosi dei casi sospetti non ci si può basare sulla valutazione delle sole manifestazione cliniche, in quanto i sintomi sono insufficienti e non significativi; pertanto devono essere valutati criteri epidemiologici, in particolare la situazione dei familiari e dei contatti: infatti la famiglia, come nella maggioranza delle forme infettive che si presentano in età pediatrica, rappresenta il principale ambito di trasmissione degli agenti infettivi, ma nel caso dell’attuale pandemia, i bambini, specialmente quelli con una forma asintomatica o lieve, possono divenire un’importante fonte di contagio.18

Terapia

La maggior parte dei bambini con sintomi lievi o moderati può essere curata a casa; per quelli con malattia grave, ipossiemia o comorbidità può essere necessario il ricovero in ospedale.
Gli antibiotici non sono indicati per SARS-CoV-2 a meno che non sia diagnosticata o fortemente sospettata una co-infezione o una superinfezione batterica.
La maggior parte dei bambini con forme non complicate guarisce in 1-2 settimane. Il bambino va dimesso dall'ospedale quando è senza febbre da tre giorni, i sintomi respiratori sono migliorati e i campioni di RT-PCR sono negativi.

Conclusioni

Come le epidemie e le pandemie del passato si sono esaurite nei tempi recenti grazie alle vaccinazioni, quando erano disponibili, anche per questa emergenza, grazie anche alle maggiori risorse tecnologiche, assistenziali e terapeutiche a nostra disposizione, arriverà abbastanza presto il giorno in cui saremo in grado di poterla dichiarare sconfitta. Mentre ancora siamo in emergenza a tutti i livelli, dobbiamo però continuare a essere vigili, adottando le principali norme di prevenzione (Figure 3, 4 e 5) e sforzandoci di applicare con rigore scientifico le conoscenze che acquisiamo un po’ alla volta per comprendere l'impatto della pandemia da SARS-CoV-2 nei bambini.


Figura 3. Promossi. Usare la mascherina.



Figura 4. Bocciati. Mantenere la distanza interpersonale almeno di un metro



Figura 5. Ricordarsi di lavare o igienizzare spesso le mani.



UTILE A SAPERSI
Andamento mensile delle malattie con sintomi simili al SARS-CoV-2


Anche se la sintomatologia, quando presente, è sovrapponibile a quella delle più comuni infezioni nel bambino e la diagnosi viene posta grazie alla medicina di laboratorio, è utile conoscere l’andamento epidemiologico prevedibile nei vari mesi dell’anno, per una più completa valutazione anamnestica.

GENNAIO
Il mese di gennaio è caratterizzato dall’alto numero di malattie dell’apparato respiratorio. In genere iniziano ad aumentare dalla seconda decade del mese, per la riapertura delle scuole dopo l’Epifania, ed è per questo che nella seconda metà di gennaio si ha anche la prima grande epidemia di raffreddore dell’anno.
Il virus respiratorio sinciziale, più frequente da gennaio a marzo, è un’importante causa di tosse, in genere secca, che regredisce spontaneamente. Solo nel bambino di meno di un anno può determinare la bronchiolite.
Il mal di gola è provocato quasi sempre dall’adenovirus, infatti questo è il secondo mese dell’anno per diffusione (il primo è a novembre). L’adenovirus è il principale responsabile della faringite, che può anche non determinare sintomi. In altri casi essere associato a tosse e voce rauca. Febbre. In genere è dovuta all’adenovirus o al virus respiratorio sinciziale. Gennaio però è anche il mese dell’influenza. Un’altra causa di febbre è l’otite, più frequente da gennaio a marzo. In molti casi la febbre è l’unico sintomo che ne dimostra la presenza.

FEBBRAIO
Si ha un’impennata delle infezioni da virus respiratorio sinciziale che, annunciate già dal mese precedente, in questo periodo raddoppiano di frequenza. L’elemento caratteristico di febbraio è però la comparsa di molti casi di diarrea, provocati soprattutto da rotavirus e adenovirus.
Da questo mese alla fine di aprile si raggiunge la massima diffusione dello streptococco beta-emolitico di gruppo A: in attesa dei risultati degli esami di laboratorio è indicativa la presenza di petecchie nel palato.

MARZO
La prevalenza delle infezioni dell’apparato respiratorio e digerente è stazionaria rispetto al mese precedente.

APRILE
Per la prevalenza delle malattie infettive del bambino, aprile e maggio rappresentano una fase di morbilità intermedia
Le infezioni dell’apparato respiratorio si riducono di circa la metà, ma ad aprile è in arrivo la seconda grande epidemia di raffreddore dell’anno. In genere si verifica tra aprile e maggio, talvolta anche per un periodo più o meno lungo.
Le infezioni dell’apparato digerente si riducono di un terzo rispetto al mese passato, mentre i casi di congiuntivite sono in netto aumento e lo resteranno fino a settembre

MAGGIO
La prevalenza delle infezioni dell’apparato respiratorio si riduce ulteriormente rispetto al mese precedente, mentre quelle dell’apparato digerente si riducono alla metà rispetto a marzo, periodo della loro massima diffusione.

GIUGNO
Da giugno alla fine di settembre si ha il periodo in cui i bambini si ammalano di meno, ma sono in circolazione alcuni tipi di virus (adenovirus, virus parainfluenzale tipo 3, enterovirus). In genere determinano sintomatologia lieve, principalmente a livello respiratorio. La prevalenza delle infezioni dell’apparato digerente. è stazionaria rispetto al mese precedente

LUGLIO
I casi di tosse sono dovuti soprattutto al virus parainfluenzale 3, ma anche al rinovirus (l’unico che si attesta su valori medi) che è il virus del raffreddore, perciò dà quadri clinici lievi. Anche gli adenovirus sono in circolazione nei valori medi: possono determinare infezioni respiratorie, mal di gola, tosse, voce rauca. A luglio sono in circolazione un discreto numero di adenovirus. Il tipo 3 è quello che provoca la febbre faringo-congiuntivale.
Si tratta di un comune episodio febbrile con faringite, raffreddore, adenite cervicale, febbre, intorno ai 38 °C, che dura dai 3 ai 5 giorni. L’elemento caratteristico e che permette di riconoscere questo tipo di malattia è la congiuntivite.
Per quanto riguarda le nfezioni dell’apparato digerente, si assiste a un netto incremento rispetto al mese precedente, infatti fa la sua comparsa un batterio, il Campylobacter jejeuni, responsabile del 15% dei casi di diarrea nel bambino. L’enterite dovuta a questo batterio si verifica in tutte le fasce di età, ma soprattutto nei bambini con meno di 2 anni.

AGOSTO
Poche le infezioni dell’apparato respiratorio perché sono quasi assenti i virus parainfluenzali e gli adenovirus, mentre i rinovirus sono presenti, ma si riducono ai valori minimi dell’anno. Al contrario, le infezioni dell’apparato digerente si attestano sui valori di luglio.

SETTEMBRE
Le infezioni respiratorie sono poche e di lieve entità durante le prime tre settimane del mese, poi, circa una decina di giorni dopo la riapertura delle scuole, si ha una grande epidemia di raffreddore provocata dai rinovirus. Si verifica sempre, indipendentemente dalle condizioni climatiche.
Nel periodo che va dalla tarda estate all’autunno si ha una maggior prevalenza delle infezioni dell’apparato digerente provocate dai batteri.

OTTOBRE
Per la prevalenza delle malattie infettive nel bambino, ottobre-novembre rappresentano una fase di morbilità intermedia.
Il mese si apre puntualmente con l’epidemia di raffreddore iniziata a settembre, ma in particolare, ottobre è il mese in cui si ha la massima concentrazione di virus parainfluenzali e di un batterio, Haemophilus influenzae, che anche se è più frequente a ottobre, sarà in circolazione fino ad aprile. Si tratta di due agenti infettivi estremamente diffusi, ma in genere determinano infezioni lievi.
I sierotipi 1 e 2 dei virus parainfluenzali sono presenti in autunno, spesso ad anni alterni. Il sierotipo 3, presente tutto l’anno, è maggiormente diffuso e provoca epidemie in primavera ed estate. I virus parainfluenzali determinano fino a un quarto di tutte le malattie respiratorie dei bambini. Sono virus così diffusi che fra gli 8 e i 30 mesi di vita il bambino li incontra una prima volta. In genere determina infezioni lievi, caratterizzate da raffreddore, mal di gola o tosse. Questo tipo di infezione è accompagnata da febbre in una percentuale che varia da un mezzo a due terzi. Nei casi più gravi si determina la laringite, anche con laringospasmo, che si verifica soprattutto durante l’autunno e l’inverno.

NOVEMBRE
Le infezioni dell’apparato respiratorio sono in netto aumento, in numero doppio rispetto al mese precedente, mentre novembre è il mese dell’anno in cui si ha il minor numero di infezioni dell’apparato digerente.
La caratteristica di novembre è quella di essere il mese della faringite, infatti si ha la massima diffusione dell’adenovirus, che peraltro è presente tutto l’anno e può dare una notevole varietà di quadri clinici, ma è la principale causa di rinofaringite virale, che rappresenta il 70-80% dei casi di tutte le forme di faringite. Novembre è il secondo mese di maggior diffusione del virus parainfluenzale, che è la seconda causa di faringite virale (proprio dopo l’adenovirus). Quando la causa della faringite è l’adenovirus, il bambino avrà la gola arrossata, mentre il raffreddore sarà meno accentuato. Quando invece è presente il virus parainfluenzale, tosse e raffreddore saranno i sintomi più evidenti.
Spesso c’è anche febbre, perché l’adenovirus è responsabile dell’86% delle faringiti accompagnate a febbre.

DICEMBRE
Per la prevalenza delle malattie infettive del bambino, il periodo dicembre- marzo è quello di più alta morbilità dell’anno. Le malattie dell’apparato respiratorio sono in netto aumento. Soprattutto è maggiore il numero dei bambini con la febbre, mentre per le infezioni dell’apparato digerente si presenta un incremento del 15% rispetto al mese precedente.


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Italo Farnetani
Professore Ordinario di Pediatria
Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche, Malta
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana